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Con Ruth ho volato

Ruth, hostess tedesca, lasciami addentare il tuo seno, coprimi con le tue trecce bionde, lasciami tornire con le mani le caviglie, e via su, il polpaccio elastico, il ginocchio e la coscia lunga, lascia che impasti le natiche per farne pane. Il fascino della divisa, un tailleur sbarazzino con una giacchetta col bavero dal profilo che produrrebbe una scollatura profonda, chiusa in alto con i lembi a contatto tra loro, e in un punto intermedio in cui i lembi sono solo accostati lasciando lo spazio di un dito. Le guardo la caviglia, penso ai massaggi che ho visto in un video in aeroporto a san paolo, con l'invidia per chi per professione, poteva esplorare la modella, e con la fantasia condurla piano nei sentieri di una seduzione sensoriale minuziosa ed estesa a tutto il corpo, con le mani unguentose, strofinamenti accidentali del proprio basso ventre che non può rimanere insensibile, finché fatto uscito dal ruolo di cieco spettatore è chiamato alla ribalta e lasciato esplodere a co...

In taxi in Brasile

Stamattina Grande Fratello, per radio col taxista, intercetto parole come straniameeeento, isolameeeento, persona super carinooosa, amoroooso. Ed ecco i contributi live registrati do trombano, litigano, con sottofondo musicale aggiunto Il taxista questa mattina ascolta musica degli evangelici. Stavolta non smette di parlare di calcio, ma non ascolta, come qualcun altro che conosco. Ha il tono dell'esaltato, sopra le righe, si fa le domande e si risponde da solo: -per chi tieni?- rispondo subito e con sicurezza una balla, perché la verità è che il calcio, detto alla francese: mi fa cagare. Ora mi rendo conto che avrei dovuto rispondere con maggiore fantasia, citando la squadra inventata di una piccola città sconosciuta italiana. Lui la mi squadra vera di città vera di fede inventata la conosce e comincia a fare battute e domande che non comprendo. Rispondo con una risata a quelle che sembrano battute e con una risata a quelle che sembrano domande. Il problema non è rispondere, ...

Brasile

Quando ci si ammazza di lavoro la giornata si appiattisce. Salgo sul taxi, bondia, nova lima, in fiat. Chiudo la portiera con la sicura. Il taxista mi rivolge delle frasi che senza essere ripetute non comprendo. Scena del commiseramento passando davanti alla favela all'uscita di nossa senora del carmo, Scena della recibo manual, del resto che non ha, tornello, 3 andar, jungla, scorrettezze, cantina, il mio amore mal celato per un paio di colleghe (non in cantina, che è la mensa), mano a mano che gli italiani se ne vanno a dormire riprende la pace, ore piccole, la mente che esce fuori al limite dell'orizzonte schivando grattacieli, brutture varie che l'umanità non vuole salvare e quindi non fan parte del suo patrimonio e non merita rispetto e considerazione. Spero solo di non aver fame, di non aver collegi che ti cercano, di aver la connessione libera e buttarmi sul letto con mail e messaggi di gente lontane che ormai dorme e mi pensa sulla spiaggia di ipanema, che è in mezz...

L'usciere di Milano

Prendo il treno con sentore di sciopero. Non essendo più un vero pendolare, di quelli che prendono i treni, ho perso la sensibilità per comprendere la gravità della cosa. Per me la stazione è diventata estranea, non capisco come devo fare la coda alla biglietteria, dove andare ad obliterare. Non c’è più l’edicola per esempio, non c’è più la rastrelliera delle biciclette. O non so deve trovarla. Nono sono più un pendolare. Mi sorprende passare da piazza fontana. E’ il destino di Milano, in cui qualunque luogo significativo scompare rapidamente alla memoria. E così Milano rimane una città solo per i Milanesi. Devo ritirare il visto. Inaspettatamente l’usciere mi assegna un numero della famigerata coda P. La coda P è quella che una settimana prima mi aveva fatto trascorrere 3 ore al consolato. L’usciere, di bassa statura, si segna qualcosa su un foglio e mi congeda. Vado a sedermi poco convinto e intimorito dalla lettera P. Il funzionario, mi aveva detto di ripassare, tranquillame...

Perennemente giovanili

La sera mi è rimasta la sensazione un poco immatura, che qualcosa fosse cambiato nella mia vita, come quando ci si innamorava e non si avevano ancora ricevuto troppe cocenti delusioni. Vedi come le cose cambiano in 4 giorni? Inviato la richiesta di contatto la domenica. Lunedì su skype. Litigio, incomprensioni. Martedì riguadagnata, ripersa. Mercoledì un appuntamento speranzoso. Giovedì a passeggio nel parco accanto allo stadio. E la sera eccomi qui, col cuore in gola, con la tentazione forte di rompere il silenzio richiesto (richiesto?). Sembrava assetata di poter parlare, non tanto di esprimere segreti, anche se su questo punto bastava provocarla per ottenere qualsiasi confessione, lo avevo notato anche su skype. Piccolina, perfettamente proporzionata, i tratti perennemente giovanili del nord europa. D’altra parte le repubbliche del Baltico non sono da considerarsi nordici a tutti gli effetti?

Ritorno

La ragazza fissa quello davanti a me in coda nel corridoio dell'A320. Lo definirei brutto, stile attore vizioso e cattivo dei film. Lo fissa in cerca di uno sguardo di ricambio. Ora guarda me, 'che la fila avanza lentamente. Mi fissa. Non è bella, né graziosa, ma senza difetti irrecuperabili con un piacevole carattere. Curata, ma non completamente femminile. Forse vuole mettere alla prova della libido maschile qualche variazione del proprio look, oppure si è appena lasciata dal fidanzato ploriennale, e anche in questo caso vuole vedere l'effetto che fa. Vedo che non subisco alcuna modificazione nella mia, di libido, dalla frequentazione dei luoghi rinomati per le bellezze latine più o meno esotiche, oggettivamente. Quel che mi attira è quello sguardo malizioso e coraggioso, dissonante con l'aspetto medio nel viso, nel fisico, nel vestire di questa passeggera. Ho ritirato in omaggio con la carta d'imbarco GQ, rivista degna solo di Men Health. Appare anche peggiore ...