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Il Socio a Lisbona

Le nuvole passano rapide sopra lisbona. C'è vento a folate gelide. Quando cessa tuttavia ci sono 19 gradi. Si fanno ottimi affari comprando dai cinesi. Ho preso un cappello impermeabile e vari altri oggetti. L'albergo è in periferia, vicino all'aeroporto. Tanto vicino che gli aerei vi rombano sopra. Di sotto del mio dodicesimo piano rombano le auto di un grosso raccordo della tangenziale. Raccolgo e vivo emozioni, per poi dimenticarle. Le rifuggo. Non le voglio più. Colazione con Veronica, dal cognome polacco, che si occupa di noi togliendoci i piatti appena vengono lasciati incustoditi. Colazioneinternazionale e abbondante, solo che mencano i prodotti tipici di Lisbona. Certo mangiare baccalà al mattino non è da tutti, ma per le volte in 43 anni che mi è capitato di far colazione a Lisbona potrei fare sempre una eccezione. Ma come al solito avrei preferito internet gratis. Ci incamminiamo verso sud, verso il centro. Conveniamo che per quello che costa il taxi dovr...

Argentina

In Argentina l'aria non è ammorbata dallo scarico della combustione imperfetta delle auto ad alcool e in salita. Non ci sono accattoni di varia natura alla ricerca di cartoni. Sono tutti bianchi, con qualche indio. Ma la cosa più sorprendente, è che sembra di muoversi in una citta europea, nei colori, odori, ma anche il sorriso e la gestualità della gente. Trovo in loro comprensione nel mio essere curioso, cercano di rispondere. Mi sorprende la moglie del mio ospite, che in abito da cerimonia, scende dall'auto per introdursi sul limitare del bosco per prendere un frammento di pianta sulla quale avevo chiesto la natura.

Il cibo, la modificazione del pensiero

Volevo scrivere qualcosa sulla modificazione del pensiero, ma non ricordo a seguito di quale circostanza. Riflettevo sull'opportunità che mi ha offerto il fatto che il collega, col quale ho pessime affinità, abbia la moglie a belo horizonte. Il cibo come festa Il cibo come obbligo Il cibo come passatempo Il cibo come sensazione piacevole Il cibo come status Il cibo come rito Il cibo come iniziazione Il cibo

Passero verde

Il passero verde è passato subito, come se ci fossimo dato un appuntamento. Avevo appena cercato l'orario sotto la pensilina, e stavo riflettendo su come ottenere informazioni ed essere certo così di non aspettere vanamente. Ouro preto è uno dei posti belli, dove qualcuno ha cerato di realizzare il bello. Sul passero cè anche un gruppo di ragazze, una di loro canta con una bella voce, mentre fuori tutto è coperto della solita polvere rossa che ammorba anche la città. Ricopre il lato della strada, la vegetazione, parsino i cavi aerei. In mezzo alla polvere due donne lavano panni al bordo della strada in un piccolo torrente. Una sola sul passero canta e non capisco quale. Per pura preferenza personale mi piacerebbe fosse quella che raccoglie e stira i capelli crespi, tinti di rame. Seduto sul sedile in fondo, un agente della polizia militare.

Piove

Oggi piove intensamente, tropicalmente. Improvviso, senza annunciarsi scoppia un tuono fragerosissimo. Ma tutto è profumato, anche se il traffico impazzisce. La pioggia intensa porta a terra le polveri e la puzza di alchool, benzina e gas, lasciando emergere i profumi dei fiori dimenticati sugli alberi.

Il Socio

Il socio sceglie lui: check-in fila dei comuni mortali vuota, e check-in fila executive vuota. L'approccio è di manovra di accerchiamento. È dalla mattina che sogghignando mi assicura che avremo posti in prima fila per la traversata. Per prima fila intendo quella benedetta delle uscite di sicurezza. Ma non quella della traversata all'andata. Lì pure il socio aveva un amico, di quelli soliti suoi, conosciuti al primo scambio di battute, una risata, e lui racconta a tutti che ha un nuovo amico affezionato. Quell'amico là ci rifilò il numero della fila dell'uscita di sicurezza, ma in un aereo con le file centrali sfalsate rispetto le laterali. Le file centrali sono da 4 posti e con l'aria condizionata che piove in testa a cascata, come la nebbia di condensa dello scomparto gelo del frigo di casa. Già che parlo del viaggio di andata, mi piace raccontare ancora dell'angoscia del socio per la reclinazione del sedile del posto di fronte. L'angoscia palesata in minu...

L'ora legale del volo

Attendo che i vicini di posto completino la loro dichiarazione di ingresso in brasile. Sono i vicini al di là del corridoio, perché sui vicini più prossimi al di là del gomito sinistro non posso certo contare: sono morti subito, alle 5, quando siamo decollati da Cordoba. Come ogni volo che si rispetti si sono presentati degli inconvenienti. Per prima cosa, l'argentina, quest'anno dopo vari tentennameti ha deciso di non adottare l'ora legale. Invece tutti i sistemi informativi coinvolti nel processo presupponevano il contrario. Il più critico è stato quello che ha determinato l'ora di partenza in funzione dell'ora di arrivo a Porto Alegre e della durata del volo, senza tanere conto correttamente del diverso fuso orario. Siamo arrivati in aeroporto con l'ingenua serenità di chi è convinto di essere in anticipo e ci siamo ritrovati nella procedura di imbarco immediato. Anche il mio telefono smart si è sbagliato, tanto che ho dovuto impostare il fuso orario del cil...