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L'ora legale del volo

Attendo che i vicini di posto completino la loro dichiarazione di ingresso in brasile. Sono i vicini al di là del corridoio, perché sui vicini più prossimi al di là del gomito sinistro non posso certo contare: sono morti subito, alle 5, quando siamo decollati da Cordoba.
Come ogni volo che si rispetti si sono presentati degli inconvenienti. Per prima cosa, l'argentina, quest'anno dopo vari tentennameti ha deciso di non adottare l'ora legale. Invece tutti i sistemi informativi coinvolti nel processo presupponevano il contrario. Il più critico è stato quello che ha determinato l'ora di partenza in funzione dell'ora di arrivo a Porto Alegre e della durata del volo, senza tanere conto correttamente del diverso fuso orario. Siamo arrivati in aeroporto con l'ingenua serenità di chi è convinto di essere in anticipo e ci siamo ritrovati nella procedura di imbarco immediato. Anche il mio telefono smart si è sbagliato, tanto che ho dovuto impostare il fuso orario del cile per avere l'ora corretta argentina.
La madre ha la penna in mano e conversa con la figlia che pare abbia completato la sua dichiarazione. Ogni tanto, in una sosta, legge distrattamente il documento con la desiderata penna appoggiata al foglio.
Mi accorgo che ora discutono su alcune delle informazioni richieste, e anche la figlia apporta correzioni al suo lavoro.
Intanto ecco apparire il secondo incidente, ovvero che l'aeroporto del primo dei due scali è chiuso con visibilità zero, e che quindi il volo prseguirà sul secondo. Questo per ora è un buon inconveniente.
Ecco, la padre ha finito e con un bel sorriso e un pessimo spagnolo-portoghese le chiedo la penna. In un minuto e mezzo chiudo le pratiche.

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