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Il cibo, la modificazione del pensiero

Volevo scrivere qualcosa sulla modificazione del pensiero, ma non ricordo a seguito di quale circostanza. Riflettevo sull'opportunità che mi ha offerto il fatto che il collega, col quale ho pessime affinità, abbia la moglie a belo horizonte. Il cibo come festa Il cibo come obbligo Il cibo come passatempo Il cibo come sensazione piacevole Il cibo come status Il cibo come rito Il cibo come iniziazione Il cibo

Passero verde

Il passero verde è passato subito, come se ci fossimo dato un appuntamento. Avevo appena cercato l'orario sotto la pensilina, e stavo riflettendo su come ottenere informazioni ed essere certo così di non aspettere vanamente. Ouro preto è uno dei posti belli, dove qualcuno ha cerato di realizzare il bello. Sul passero cè anche un gruppo di ragazze, una di loro canta con una bella voce, mentre fuori tutto è coperto della solita polvere rossa che ammorba anche la città. Ricopre il lato della strada, la vegetazione, parsino i cavi aerei. In mezzo alla polvere due donne lavano panni al bordo della strada in un piccolo torrente. Una sola sul passero canta e non capisco quale. Per pura preferenza personale mi piacerebbe fosse quella che raccoglie e stira i capelli crespi, tinti di rame. Seduto sul sedile in fondo, un agente della polizia militare.

Piove

Oggi piove intensamente, tropicalmente. Improvviso, senza annunciarsi scoppia un tuono fragerosissimo. Ma tutto è profumato, anche se il traffico impazzisce. La pioggia intensa porta a terra le polveri e la puzza di alchool, benzina e gas, lasciando emergere i profumi dei fiori dimenticati sugli alberi.

Il Socio

Il socio sceglie lui: check-in fila dei comuni mortali vuota, e check-in fila executive vuota. L'approccio è di manovra di accerchiamento. È dalla mattina che sogghignando mi assicura che avremo posti in prima fila per la traversata. Per prima fila intendo quella benedetta delle uscite di sicurezza. Ma non quella della traversata all'andata. Lì pure il socio aveva un amico, di quelli soliti suoi, conosciuti al primo scambio di battute, una risata, e lui racconta a tutti che ha un nuovo amico affezionato. Quell'amico là ci rifilò il numero della fila dell'uscita di sicurezza, ma in un aereo con le file centrali sfalsate rispetto le laterali. Le file centrali sono da 4 posti e con l'aria condizionata che piove in testa a cascata, come la nebbia di condensa dello scomparto gelo del frigo di casa. Già che parlo del viaggio di andata, mi piace raccontare ancora dell'angoscia del socio per la reclinazione del sedile del posto di fronte. L'angoscia palesata in minu...

L'ora legale del volo

Attendo che i vicini di posto completino la loro dichiarazione di ingresso in brasile. Sono i vicini al di là del corridoio, perché sui vicini più prossimi al di là del gomito sinistro non posso certo contare: sono morti subito, alle 5, quando siamo decollati da Cordoba. Come ogni volo che si rispetti si sono presentati degli inconvenienti. Per prima cosa, l'argentina, quest'anno dopo vari tentennameti ha deciso di non adottare l'ora legale. Invece tutti i sistemi informativi coinvolti nel processo presupponevano il contrario. Il più critico è stato quello che ha determinato l'ora di partenza in funzione dell'ora di arrivo a Porto Alegre e della durata del volo, senza tanere conto correttamente del diverso fuso orario. Siamo arrivati in aeroporto con l'ingenua serenità di chi è convinto di essere in anticipo e ci siamo ritrovati nella procedura di imbarco immediato. Anche il mio telefono smart si è sbagliato, tanto che ho dovuto impostare il fuso orario del cil...

Con lei al Belvedere

Accanto a lei che è al volante ed è bellissima, ho finalmente una piacevole sensazione. Siamo in uno spiazzo in mezzo ai grattacieli di Belvedere, con giardini e palmizi. Piove in maniera luminosa, a causa dell’ora meridiana. Poco importa che siamo in mezzo al traffico caotico sud americano, sembra tutto più pulito e familiare. Potrei rimanere qui solo per una bella storia d’amore.

Domenica mattina

la domenica mattina dall'albergo è invariata. c'è un palazzo in costruzione difronte, ma il cantiere è fermo, è esattamente quello che ho sempre visto a belo horizonte. alla sinistra del letto c'è l'armadio con la cassaforte dove ho messo di essenziale il passaporto e gli euro, l'abito steso sulla gruccia. fuori sento i pitangus di piazza della libertà. sono passati esattamente 3 anni dall'altro ottobre quando decisi di liberarmi, e di guarirmi, perché ero malato, non avevo scelto io di soffrire e stare male. ora ho 3 anni di più, meno paziente, meno prudente, cambiato 2 società perdendo il controllo della carriera e del semplice futuro professionale, ho un Telefono wm61 e uno s60, domino il wifi, il pc è sostanzialmente uguale. In città la caipirinha è comunemente ottima, la carne pure, la birra gelata, la gente cordiale finché è imborghesita. Mi sono svegliato alle 6 e ho deciso di smontare la valigia e scrivere. Posso dire che ho il solito sentimento di s...