mercoledì 18 novembre 2009

Ritorno

La ragazza fissa quello davanti a me in coda nel corridoio dell'A320. Lo definirei brutto, stile attore vizioso e cattivo dei film. Lo fissa in cerca di uno sguardo di ricambio. Ora guarda me, 'che la fila avanza lentamente. Mi fissa. Non è bella, né graziosa, ma senza difetti irrecuperabili con un piacevole carattere. Curata, ma non completamente femminile. Forse vuole mettere alla prova della libido maschile qualche variazione del proprio look, oppure si è appena lasciata dal fidanzato ploriennale, e anche in questo caso vuole vedere l'effetto che fa. Vedo che non subisco alcuna modificazione nella mia, di libido, dalla frequentazione dei luoghi rinomati per le bellezze latine più o meno esotiche, oggettivamente. Quel che mi attira è quello sguardo malizioso e coraggioso, dissonante con l'aspetto medio nel viso, nel fisico, nel vestire di questa passeggera.

Ho ritirato in omaggio con la carta d'imbarco GQ, rivista degna solo di Men Health. Appare anche peggiore delle riviste femminili di salute e moda. La lascio sui sedili per l'attesa dell'imbarco dopo una lettura a singola passata, rallentata solo dalla centerfold, dalla bellezza stereotipata.

In attesa origlio i siciliani. A quanto pare uno ha conquistato la ragazza che l'accompagna sul volo dal brasile. Lui riporta le notizie sequenti: lei è da 5 mesi che non faceva l'amore, 5 mesi sono una rarità per le ragazze brasiliane, lei sta raggiungendo il fidanzato siciliano che le ha pagato il biglietto. Da parte loro, i siciliani, le spiegano come ragionano i siciliani: le donne non devono rompere i coglioni, altrimenti la rimettono sull'aereo a calci in culo (testuali parole).
Lei saluta e se ne va. Il gruppetto rimasto è molto eccitato, e per qualche minuto quota in reais quanto vale scopare con ciascuna delle ragazze che passano a tiro.
Non mi sorprende che l'argomento seguente sia la vicenda che li ha visti coinvolti, con un altro della combriccola ora in galera in brasile, in attesa di processo per furto, e recidivo.

lunedì 9 novembre 2009

Il Socio a Lisbona

Le nuvole passano rapide sopra lisbona. C'è vento a folate gelide. Quando cessa tuttavia ci sono 19 gradi.
Si fanno ottimi affari comprando dai cinesi. Ho preso un cappello impermeabile e vari altri oggetti.
L'albergo è in periferia, vicino all'aeroporto. Tanto vicino che gli aerei vi rombano sopra. Di sotto del mio dodicesimo piano rombano le auto di un grosso raccordo della tangenziale.

Raccolgo e vivo emozioni, per poi dimenticarle. Le rifuggo. Non le voglio più.

Colazione con Veronica, dal cognome polacco, che si occupa di noi togliendoci i piatti appena vengono lasciati incustoditi.
Colazioneinternazionale e abbondante, solo che mencano i prodotti tipici di Lisbona. Certo mangiare baccalà al mattino non è da tutti, ma per le volte in 43 anni che mi è capitato di far colazione a Lisbona potrei fare sempre una eccezione. Ma come al solito avrei preferito internet gratis.

Ci incamminiamo verso sud, verso il centro. Conveniamo che per quello che costa il taxi dovremmo puntare con decisione verso la zona del fiume, in centro. Seguo il collega. Osservo che ci stiamo inltrando in tangenziale. Faccio notare che non si riesce a prendere un taxi in tangenziale. Perché un taxi vuoto dovrebbe cercare clienti in tangenziale? Non sembra accettare la critica e prseguiamo.

Arriviamo in una grande piazza, col mercato rionale. Orologi e scarpe con prezzi decisamente italiani.

'Belli ste pavimentazioni. Quasi quasi se devo rifare un pavimento lo faccio come questi'.
'Ci vogliono 7 cm, no 8 cm, per posare i cubetti. Quando ero...' e prosegue, ma io non lo ascolto più perché non gli credo e non mi interessa neppure. Mi parla del montaggio su fondo drenante, delle imperfezioni, di quando era a Cagliari.. Tutte cazzate, totalmente inverosimili, e lui lo dice convinto.

Vanessa Ferreira ha un tono di voce calmo, profondo. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché le lingue richiedono una propria intonazione e cadenza. Questa ragazza portoghese parla come con il suono delle grandi del fado.

Monica bellucci è la hostess seduta sull'uscita di sicurezza vicino a me. È assolutamente uguale. Anche l'imperfezione della pelle sulle guance, stranamente porosa.

Up fantastico

Il meccanismo del socio è chiaro: pur di parlare in continuazione, e darsi valore, millanta valorizzando oltre misura le sue esperienze. Ma in questo esagera, perché tocca in continuazione argomenti che non sono interessanti, oppure insistendo su opinioni personali che generalizza. Son stato qui, la vera specialità è questa, si fa così. Senza contare la sua insistenza nel cercare conferma presso l'interlocucore.

venerdì 6 novembre 2009

Argentina

In Argentina l'aria non è ammorbata dallo scarico della combustione imperfetta delle auto ad alcool e in salita.
Non ci sono accattoni di varia natura alla ricerca di cartoni.
Sono tutti bianchi, con qualche indio.
Ma la cosa più sorprendente, è che sembra di muoversi in una citta europea, nei colori, odori, ma anche il sorriso e la gestualità della gente.
Trovo in loro comprensione nel mio essere curioso, cercano di rispondere. Mi sorprende la moglie del mio ospite, che in abito da cerimonia, scende dall'auto per introdursi sul limitare del bosco per prendere un frammento di pianta sulla quale avevo chiesto la natura.

giovedì 5 novembre 2009

Il cibo, la modificazione del pensiero

Volevo scrivere qualcosa sulla modificazione del pensiero, ma non ricordo a seguito di quale circostanza.
Riflettevo sull'opportunità che mi ha offerto il fatto che il collega, col quale ho pessime affinità, abbia la moglie a belo horizonte.

Il cibo come festa
Il cibo come obbligo
Il cibo come passatempo
Il cibo come sensazione piacevole
Il cibo come status
Il cibo come rito
Il cibo come iniziazione
Il cibo

martedì 3 novembre 2009

Passero verde

Il passero verde è passato subito, come se ci fossimo dato un appuntamento. Avevo appena cercato l'orario sotto la pensilina, e stavo riflettendo su come ottenere informazioni ed essere certo così di non aspettere vanamente.
Ouro preto è uno dei posti belli, dove qualcuno ha cerato di realizzare il bello. Sul passero cè anche un gruppo di ragazze, una di loro canta con una bella voce, mentre fuori tutto è coperto della solita polvere rossa che ammorba anche la città. Ricopre il lato della strada, la vegetazione, parsino i cavi aerei. In mezzo alla polvere due donne lavano panni al bordo della strada in un piccolo torrente.
Una sola sul passero canta e non capisco quale. Per pura preferenza personale mi piacerebbe fosse quella che raccoglie e stira i capelli crespi, tinti di rame.
Seduto sul sedile in fondo, un agente della polizia militare.