sabato 17 agosto 2013

Come un parcheggio ha cambiato la mia idea sulla morte

Ieri mattina, mi sono allontanato dalla strada maestra per raggiungere un bar poco distante la rotonda, lungo una modesta salita. Tale bar è una mia meta frequente quando voglio evitare la lotta al parcheggio in città. La strada è decisamente di campagna: poche case, poche auto, il distributore di carburante carissimo e distante da entrambi i paesi che la strada collega.
Alla rotonda svolto e mi inerpico per poche centinaia di metri fino allo spiazzo.
Il parcheggio come mi aspettavo era facile. A causa della pigrizia del week-end calcolo il punto più vicino in linea d'aria al bar, e quindi accosto all'unica macchina già in sosta il cui conducente evidentemente era vittima delle stesse mie pigre considerazioni.
Mi tengo a buona distanza perché non voglio crearmi problemi di spazio quando proprio non esistono. Il proprietario dell'auto, una signora tranquilla, entra nell'abitacolo e avvia il motore. Decido di concedermi quest'altro pigro lusso, di aprire completamente la portiera in totale libertà, e quindi attendo, per non batterle contro.

L'auto della signora si avvia, sale di giri e ha un sussulto dovuto al moto incipiente che scarica gli ammortizzatori anteriori e carica quelli posteriori, ma subito interrompe la spinta. L'auto senza trazione retrocede di pochi millimetri al punto di partenza. Io attendo.
L'auto riprova, sfriziona un poco. Fa' pochi centimetri ma si ferma ancora. Esita. Ritorna ferma.
Con una svogliata torsione del collo e delle spalle mi volto all'indietro, con notevole sforzo, convinto che non si dovrebbero fare queste fatiche in un parcheggio quasi deserto. E allora la vedo. Neanche fossi in centro a Torino. Ma cinque auto sono ferme attorno a me, alla ricerca di uno spazio per poter completare ciascuno la propria manovra.
Il parcheggio in fronte al bar, costituisce una vera e propria piazzetta tangente alla strada principale, che origina però anche un incrocio confluendovi anche altre due vie del paesino. In un istante erano sopraggiunte macchine da ogni direzione, e ciascuna si era messa in attesa per completare la propria manovra dell'uscita dell'auto della signora dal parcheggio.
Scendo dall'auto, osservo la scena. Le auto ferme una di fronte alle altre, come in un duello spaghetti western.
Anche la morte arriva inattesa durante una semplice manovra di parcheggio?

2 commenti:

  1. La morte? Della serie..mors tua vita mea? Forse sì. Fatto sta che il parcheggio può portare a una guerra senza esclusione di colpi! Questo è certo! :-)

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