venerdì 27 agosto 2010

Solo un cavatappi

Oggi ho passato il braccio attorno alla vita dell'amministratore delegato. Quello italiano, quello più grande :-D che poi non è veramente italiano, e non è neppure il più grande, come non può esserlo nessuno veramente se per grande si intende "giusto.
sto bastardo per esempio, ha ceduto il ramo d'azienda in cui ero... L'ho avvicinato fantozzianamente, ovvero aziendalmente. Nel gioco dellle parti, lui, nell'improbabile veste di distributore di hamburger e hot dog si è prestato alla foto.
Ero come fantozzi emozionato- Amministratore delegato! Permette una foto?- ma lo era ancor più il collega, che ha sbagliato la foto, quella in cui facevo il gesto che nel linguaggio del corpo significa "dominante", come un presidente degli stati uniti o un papa. Bene, quella foto non è venuta. Ho rifatto la coda (con un altro collega, timidissimo), il grande mi riconosce: -vuole due panini?- che in italiano vuol dire: che cazzo vuoi ancora qui? E invece nel gioco delle parti ecco un'altra foto, in cui siamo paritetici, ma vince lui, è chiaro. Eppure nella foto non si vede che gli cingo la vita e che gli tocco il culo, per la fortuna, proporzionale al contenuto del portafoglio, che non aveva, come allo stesso modo le fighe materialiste non portano le mutande. E invece, ho trovato quello che hanno tutti i camerieri: il cavatappi.
La visita del cameriere delegato comprendeva anche la rivista delle forze armate di cielo, di terra e di mare, le donne del regime (poche invero, anzi, nessuna, questo e' stato il mio vero rammarico), la divisa con scritta ecologica per la mente (maglietta nera).

Che bella è la vita ;-) a volte me lo scordo.

martedì 17 agosto 2010

Bionda bionda, beato chi ti...

Il famigerato gate A10: senza annunciare all'altoparlante alcuna variazione, il display inizia silenziosamente la deriva dell'ora partenza. L'ultima volta l'aereo partì con sei ore e mezza di ritardo.
La vecchia avanti a me mangia da due bicchieroni di starbucks. Mangia, perché non è roba liquida, gelato forse, ma le cucchiaiate sono talmente grandi che le congelerebbero la bocca.
Controllo il tabellone, sebbene mi avvicini il più possibile ogni volta che qualcuno ceda il posto, devo mettere gli occhiali per essere sicuro della situazione. E se me ne accorgo poi che cambia?
Bionde belle e bionde tutte, tutte mangiano. Questa bella è un disastro, con le dita nel naso a fare pulizia. Questa è alta e vale un 60 kg. Ha un computer in valigetta nero, quindi di lavoro, ma è vestita da casalinga, in ciabatte, maglietta e pantaloncini corti di cotone, capelli come capita.
Una bambina (bionda) fa dei capricci infernali, che non comprendo. La mamma (bionda) la prende da parte. Si siede sulla moquette e le parla con molta calma. La peste sbraita qualcosa, sbatte i piedi, si rotola, assume pose teatrali. La bionda mamma non perde la calma, anche se non ottiene nessun risultato. Ehm.. Ma quando è lecito far volare lo sganassone? Affrontare un confronto verbale? Arriva il papà, si danno il cambio. La mamma si allontana, si chiude nel cesso come Magda di Furio: non ce la faccio piùuuu (immagino).
Teorie di passeggeri cambiano gate. Mi sono convinto che perderò l'aereo in quel modo, non capendo quello che dicono al microfono gracchiante.
Temporale. Aereo rimandato a ora da definirsi...
Piove che non si vede un palmo dal naso. Il tabellone aggiunge solo 25 minuti, ma non ci credo molto.
Il tizio riprende a parlare. Capisco solo che la prende alla larga, almeno un minuto di introduzione, per chiudere con la notizia, mai piacevole.
Cedo, e predo un Iced Caffe, che poi è un caffè col ghiaccio, altro che quello sheckerato con amaretto a cui sono abituato. Ce n'è talmente tanto che non riesco a tenerlo in mano tanta è la sua capacità termica in confronto a quella della mia mano...
Controllo i baffi della bionda bella con le dita nel naso. Ne ha. Le gambe sono messe nettamente meglio. Scrive mail sulla review di una sceneggiatura, su sms fatti da blackberry e mendati su fb o twitter. Roba da newyorkese... Ormai ho la mano blu dal freddo, movimenterebbe l'attesa se gliel'appoggissi sulla coscia all'improvviso. Eppure preferirei platealmente infilarmela nei pantaloni per rimescolare le palle e confortarle così della lunga attesa sui sedili di due continenti.
Il tabellone progredisce, e la bella baffuta cambia continuamente soggetto. Ora dedica il mailing alla notizia che la gomma Orbit è la più popolare (forse erano sulle gomme da masticare quelle precedenti su Trident). Ora esibisce un foglio elettronico con dati di vendita o produzione di tutti i gusti... Ecco, è del marketing...
Ora siamo in perfetto ritardo, con un accentuarsi del maltempo, con la differenza che siamo in fase di taxi con le bustine di pretzel che una hostess divertita ci ha dato. Un omone che per poco poteva sedersi accanto a me, mangia appena un posto più in là piatti freddi di pollo speziato che appesta la cabina.
Comunicazione del capitano: temporale passato, ma ne arriva uno peggiore, ma allegri: siamo i primi della coda per il take off. L'omone ha una borsata di roba da mangiare, fa commenti coi colleghi, e tutti sghignazzano.

sabato 14 agosto 2010

Raggiungerò il punto

Tu cerchi le parole ed io i momenti, e i tempi, e infine il ritmo per i movimenti. Salverai la virtù, se a cedere sarà stata la carne.
Raggiungerò il punto dove il tuo profumo è più caldo, e il tuo sapore è di miele, e il mio raccoglierlo ti metterà scompiglio. In questo è la mia conquista.
Non chiamare sfrontato il mio servirti, esser cortese imperfetto, che cerco la tua vicinanza e contatto, attraverso i vestiti e lo sguardo.

sabato 7 agosto 2010

Il destino passa per le scarpe

Ogni viaggio è un'avventura. Consegno l'auto e trovano un bollo sul paraurti. Chiacchiero con un tizio del suo lavoro nel calzaturiero ad Asolo, e alla fine mi chiede di fermarmi una settimana con lui (bleah...). Check-in perfetto, senza coda, intoppi. Al varco di sicurezza le scarpe hanno qualcosa di anomalo. Le prendono e le spolverano con delicatezza (io non le mai spolverate da quando le ho comprate a Lisbona in liquidazione). Lo spettroscopio dice che è puzza normale. Le riprendono e le ripassano nel tunnel. Ancora qualche beep, penso ottimisticamente che sia sempre e solamente per la scarsa igiene. Con grande coraggio ora un tizio si mette ad esplorarle infilando le dita nell'antro stringato, scostando la soletta incollata per il calore e l'umido del piede camminatore. Si mettono in tre a fare consulto. La soletta di una sola delle due (perché anche le scarpe portoghesi sono generalmente due, e voglio evitare di dare regole assolute) ora viene rimossa e si torna nel tunnel. Insomma, in una delle due scarpe c'è un pezzo di metallo, non intruso dalla suola, ma incluso nella lavorazione. Interessante scoperta questa della dissimmetria... Avevo sempre sentito più freddo all'altro piede.
Per non dire di non aver sottovalutato il mio caso, decidono di dedicare più tempo a me. Il tipo con mani intrise del percolato delle mie scarpe, mi palpeggia completamente, cioè facendo quello a cui ero scampato per una settimana intera con l'equivoco appassionato di scarpe di Asolo. Ma che coincidenza è mai questa?
Mai incontrato un fabbricante di pododispositivi pederasta e pochi minuti dopo le mie scarpe vengono per la prima volta analizzate approfonditamente, come analmente avrebbe fatto il simpatico compagno di shuttle. Scarpe e ano, avrei dovuto pensarci prima...
Ora tocca al computer, ma questo è normale, solo che 'sta volta con solerzia svuotano completamente la borsa. Il certi giorni particolarmente sfortunati, la mia borsa contiene: alimentatore pc, con tripla e adattatore usa, libro per il viaggio, penne biro, badge azienda, cavo di sicurezza, cavo usb per il telefono, cavo ethernet, cuffie con microfono, alimentatore telefono per auto, supporto con ventosa per telefono, due caricatori da muro per telefono, adattatore usa, telecamera, pacchetto fazzoletti, pacchetto gomme da masticare, righello, fogli, monete, chiavi valigia, chiavi casa usa.
Devono farmi passare. Abbandono l'America penso.
Non la pensa così la Continental. Ritardo di quasi un'ora. Giurano che le coincidenze verranno garantite.
Sono sul primo dei due aerei. Suggestionato dalle coincidenze riconosco molte persone notate in diversi punti dell'aeroporto. Riconosco una signora dal libro, una ragazzina dalle tette, le gambe storte ma lunghe di una cinese, l'armeggiare col cavo del lettore mp3, un tipo alto con i globi oculari leggermente spinti all'infuori come una rana, che entra a stento in questo tubetto volante con solo 3 posti per fila. Anche la milf incinta e la sua strapanza tonda la ritrovo qua.
Giunti su New York, la gente è elettrizzata e si sporge chi può a cercare nella foschia qualche scorcio della città noto, anche se l'aereo è un volo interno, per lo più frequentato da americani. Io vedo dal mio lato una trafficata highway, con sopra forse poncharello, e in fondo mi basta.
Cambio fuso orario sui telefoni e mi rimetto le scarpe. Fuck the world.

martedì 3 agosto 2010

Vincere facile

Mi piace vincere facile: da Meijer, per la vendita di alcolici devono accertare l'età di tutti quelli sotto i 40 anni. A me chiedono sempre i documenti :-D

lunedì 2 agosto 2010

I film romantici

I film romantici li guardo volentieri, ma solo in compagnia. Perciò, per non venire meno a questa regola adesso cucinerò una frittata di 12 uova. Perché sono da solo sta settimana la faccio con le cipolle, e al socio di trasferta le cipolle non piacciono, ed ora lui non c'è... anche 'ste convivenze forzate non mi piacciono... Così saremo in compagnia ugualmente, io e la mia digestione, dalla cena, al film, a tutta la notte. ....