giovedì 22 ottobre 2009

Piove

Oggi piove intensamente, tropicalmente. Improvviso, senza annunciarsi scoppia un tuono fragerosissimo.
Ma tutto è profumato, anche se il traffico impazzisce. La pioggia intensa porta a terra le polveri e la puzza di alchool, benzina e gas, lasciando emergere i profumi dei fiori dimenticati sugli alberi.

Il Socio

Il socio sceglie lui: check-in fila dei comuni mortali vuota, e check-in fila executive vuota. L'approccio è di manovra di accerchiamento. È dalla mattina che sogghignando mi assicura che avremo posti in prima fila per la traversata. Per prima fila intendo quella benedetta delle uscite di sicurezza. Ma non quella della traversata all'andata. Lì pure il socio aveva un amico, di quelli soliti suoi, conosciuti al primo scambio di battute, una risata, e lui racconta a tutti che ha un nuovo amico affezionato. Quell'amico là ci rifilò il numero della fila dell'uscita di sicurezza, ma in un aereo con le file centrali sfalsate rispetto le laterali. Le file centrali sono da 4 posti e con l'aria condizionata che piove in testa a cascata, come la nebbia di condensa dello scomparto gelo del frigo di casa. Già che parlo del viaggio di andata, mi piace raccontare ancora dell'angoscia del socio per la reclinazione del sedile del posto di fronte. L'angoscia palesata in minuti interminabili di.. di.. Come dire.. di empatia attiva.. Come descrivere la sua forma di comunicazione...? -Giorgio, quello poi si reclina, capito? Si reclina, no? E io che faccio? Capito?
Eccolo quindi armeggiare con le riviste arrotolate strette, in modo da creare un puntello da appoggiare al bracciolo contro lo schienale frontale. Il puntello subisce numerose modifiche durante il pasto subito dopo l'imbarco, con l'ansia che il vicino anteriore decidesse anzitempo di reclinare. Nell'ultima modifica, il telecomando frapposto al rotolo, fornì i 2 centimetri mancanti ad un posizionamento stabile.
Ecco la grande prova: tentativo di reclinamento respinto. Il socio ridacchia come uno scemo. Io ricambio. Altro tentativo: fallito. La battaglia è vinta!
Come dicevo, eccoci all'assalto del check-in executive. Lui, col nome dell'amicissimo estratto dalla rubrica telefonica non trovandolo ai desk, ferma una hostess per cercare informazioni. Si avvia trionfante verso l'Executive.
Spiega all'addetta del suo amico. Lei sorride e conferma che non lavora più con loro. Della mancanza di un biglietto aereo di prima classe o una frequent flyer di un bel colore non fa alcun cenno.
Prima contestazione: la mia valigia pesa 27, mentre il limite è 23. Contesto che il limite a me noto è 30. Secondo lei, è 30 dall'italia. E se io parto con vestiti per 30 kg al ritorno 7 kg me li mangio? Niente da fare. Mi appresto a travasare nella seconda valigia del socio. Ma non posso effettuare l'operazione nella zona del check-in, e devo spostarmi all'esterno. Rifaccio la coda che non c'è e il peso è corretto.
Interrogatorio: -ha materiale elettronico in valiga?
-no
-liquidi?
-no
-alimenti?
-no
Il socio invece risponde di avere 2 bottiglie.
-di vetro?
-no, di plastica... di plastica?- chiede rivolto a me.
-si di plastica- dico io.
-perché se sono di plastica a volte i raggi x segnalano materiale anomalo.
-ma nooo, che è di vetro...
-È di vetro? Sono alcolici?
-si, cachaça..
-quante sono?
-quante se ne possono portare?
-2
-si, sono 2 conferma lui.
-se non è così, poi al controllo viene segnalata l'anomalia- insiste lei con sguardo severo.
Noi giuriamo e spergiuriamo.
-Questa valigia è rotta- incalza.
Per finire guindi mi fa firmare un foglio che indica il danneggiamento.
Finalmente ci congediamo.
Secondo me non volevano farcela passare liscia il fatto di non avere diritti per quel check-in....

mercoledì 21 ottobre 2009

L'ora legale del volo

Attendo che i vicini di posto completino la loro dichiarazione di ingresso in brasile. Sono i vicini al di là del corridoio, perché sui vicini più prossimi al di là del gomito sinistro non posso certo contare: sono morti subito, alle 5, quando siamo decollati da Cordoba.
Come ogni volo che si rispetti si sono presentati degli inconvenienti. Per prima cosa, l'argentina, quest'anno dopo vari tentennameti ha deciso di non adottare l'ora legale. Invece tutti i sistemi informativi coinvolti nel processo presupponevano il contrario. Il più critico è stato quello che ha determinato l'ora di partenza in funzione dell'ora di arrivo a Porto Alegre e della durata del volo, senza tanere conto correttamente del diverso fuso orario. Siamo arrivati in aeroporto con l'ingenua serenità di chi è convinto di essere in anticipo e ci siamo ritrovati nella procedura di imbarco immediato. Anche il mio telefono smart si è sbagliato, tanto che ho dovuto impostare il fuso orario del cile per avere l'ora corretta argentina.
La madre ha la penna in mano e conversa con la figlia che pare abbia completato la sua dichiarazione. Ogni tanto, in una sosta, legge distrattamente il documento con la desiderata penna appoggiata al foglio.
Mi accorgo che ora discutono su alcune delle informazioni richieste, e anche la figlia apporta correzioni al suo lavoro.
Intanto ecco apparire il secondo incidente, ovvero che l'aeroporto del primo dei due scali è chiuso con visibilità zero, e che quindi il volo prseguirà sul secondo. Questo per ora è un buon inconveniente.
Ecco, la padre ha finito e con un bel sorriso e un pessimo spagnolo-portoghese le chiedo la penna. In un minuto e mezzo chiudo le pratiche.

sabato 17 ottobre 2009

Con lei al Belvedere

Accanto a lei che è al volante ed è bellissima, ho finalmente una piacevole sensazione. Siamo in uno spiazzo in mezzo ai grattacieli di Belvedere, con giardini e palmizi. Piove in maniera luminosa, a causa dell’ora meridiana. Poco importa che siamo in mezzo al traffico caotico sud americano, sembra tutto più pulito e familiare.
Potrei rimanere qui solo per una bella storia d’amore.

domenica 11 ottobre 2009

Domenica mattina

la domenica mattina dall'albergo è invariata. c'è un palazzo in costruzione difronte, ma il cantiere è fermo, è esattamente quello che ho sempre visto a belo horizonte. alla sinistra del letto c'è l'armadio con la cassaforte dove ho messo di essenziale il passaporto e gli euro, l'abito steso sulla gruccia. fuori sento i pitangus di piazza della libertà. sono passati esattamente 3 anni dall'altro ottobre quando decisi di liberarmi, e di guarirmi, perché ero malato, non avevo scelto io di soffrire e stare male.
ora ho 3 anni di più, meno paziente, meno prudente, cambiato 2 società perdendo il controllo della carriera e del semplice futuro professionale, ho un Telefono wm61 e uno s60, domino il wifi, il pc è sostanzialmente uguale.
In città la caipirinha è comunemente ottima, la carne pure, la birra gelata, la gente cordiale finché è imborghesita.
Mi sono svegliato alle 6 e ho deciso di smontare la valigia e scrivere.
Posso dire che ho il solito sentimento di solitudine di fondo, quella affettiva. 3 anni fa c'era l'abbandono, il sentirmi strumentalizzato dall'azienda (non sono un cespite, non sono un salariato), l'impotenza di non poter intervenire sulla mia vita privata, e poi lo sradicamento. oggi con la certezza di rimanere solo 2 settimane le sensazioni più impellenti di 3 anni fa non sono presenti.

venerdì 9 ottobre 2009

Esclusivo quartiere

Questa sera mi han portato in un club dell'esclusivo quartiere di Lourdes. Ragazze bellissime (con qualche eccezione), carnagione bianche, vestite molto bene e con i capelli aggiustati, in due o tre ai tavoli da sole (le eccezioni sono invece accompagnate). Ma dove sono questi angeli il sabato al popolare mercado central, la domenica alla popolarissima fiera hippye? Oppure in ufficio, dove come in ogni contabilità e amministrazione che si rispetti le giovani ragazze abbondano. Forse sono sognatrici, per nulla romantiche, in attesa di un futuro che inizia in un incontro in quel locale..

Stavi ascoltando Amedeo Minghi o lo stavi pensando? Immagino sempre che chi parla d'amore vuol dire che non ce l'ha, mentre su chi parla di sesso non si può dire nulla. Non esiste l'amore maniacale.

Preparazione Regionale 1

Ero molto soddisfatto di aver scoperto la possibilità di poter prenotare via telefono in tutte le strutture sanitarie di Torino.
Sono però dovuto andare alle Molinette in corso bramante, a radiologia, come indicato dal centro prenotazioni unificato telefonico, per ritirare la "Preparazione Regionale 1".
In reparto mi hanno fatto andare negli uffici del CUP dove si fanno le prenotazioni.
Ho fatto la fila per giungere agli sportelli. Si avvicinano le 12, ho il timore che qualcosa stia per accadere... tipo che l'operatore decida di andarsene. Eppure ce la faccio, finalmente a tu per tu, vetro col buco rotondo permettendo.
-Vorrei la Preparazione Regionale 1.
-Attenda.- e si allontana.
Ritorna -Guardi non ne ho più trovate...- ho un brivido -...ma gliene posso stampare una nuova.
La stampante ad aghi crepita. Ed eccomi ora con un bel foglio con sopra scritto "Preparazione Regionale 1" e l'indicazione di non mangiare 8 ore prima della visita...
E allora dov'è il vantaggio della prenotazione telefonica?

giovedì 8 ottobre 2009

Locale brasiliano

Cena al brasialiano di Torino. C'è il cameriere con un bel cappello di paglia a falda tonda e larga. Il locale non è frequentatissimo. Ai tavoli ci sono: due trans soli, due donne sole brasiliane, un attempato solo che guarda delle TAC al cervello, non so se il suo.
Merita attenzione una coppia di bassa statura. Lei è frizzante e provocatrice, scollata, scosciata, con le mani e la bocca impertinenti, prima nel ballo e poi al tavolo. Lui ha uno stretto cravattino a una vistosa impomatata, molto impacciato ma completamente in balia di lei. 2 bottiglie di champagne de Reims.
Durante l'assenza del nuovo ballo gli sposto la giacca su un'altra sedia della sala ormai vuota. Neanche sto a vedere come se la caverà l'ubriaco.
Anche la capo è ubriaca, e insiste a volerci far salire nell'appartamento nuovo. Insiste ed è mezzanotte. Saliamo. E' una bella casa, non era pianificata la nostra visita, si capisce dalla biancheria stesa e un lieve disordine qua e là. Tutto però è pulitissimo. L'insistenza si sposta sul bere. Esce una bottiglia di cachaca, giusto per proseguire la serata...

Notai

Bella l'atmosfera dell'ufficio del notaio, rilassata, con la segretarie che parlano di cani, le salette coi tappeti e gli arredi d'antiquariato. 2 firme, parcella e ciao.