sabato 19 dicembre 2009

Tardo a disfare le valige

tardo a disfare le valige quando in cuor mio attendo un imprevisto, un cambiamento di piani, che mi porti via...

mercoledì 9 dicembre 2009

Perennemente giovanili

La sera mi è rimasta la sensazione un poco immatura, che qualcosa fosse cambiato nella mia vita, come quando ci si innamorava e non si avevano ancora ricevuto troppe cocenti delusioni.
Vedi come le cose cambiano in 4 giorni?
Inviato la richiesta di contatto la domenica. Lunedì su skype. Litigio, incomprensioni. Martedì riguadagnata, ripersa. Mercoledì un appuntamento speranzoso. Giovedì a passeggio nel parco accanto allo stadio.
E la sera eccomi qui, col cuore in gola, con la tentazione forte di rompere il silenzio richiesto (richiesto?).
Sembrava assetata di poter parlare, non tanto di esprimere segreti, anche se su questo punto bastava provocarla per ottenere qualsiasi confessione, lo avevo notato anche su skype.
Piccolina, perfettamente proporzionata, i tratti perennemente giovanili del nord europa. D’altra parte le repubbliche del Baltico non sono da considerarsi nordici a tutti gli effetti?

mercoledì 18 novembre 2009

Ritorno

La ragazza fissa quello davanti a me in coda nel corridoio dell'A320. Lo definirei brutto, stile attore vizioso e cattivo dei film. Lo fissa in cerca di uno sguardo di ricambio. Ora guarda me, 'che la fila avanza lentamente. Mi fissa. Non è bella, né graziosa, ma senza difetti irrecuperabili con un piacevole carattere. Curata, ma non completamente femminile. Forse vuole mettere alla prova della libido maschile qualche variazione del proprio look, oppure si è appena lasciata dal fidanzato ploriennale, e anche in questo caso vuole vedere l'effetto che fa. Vedo che non subisco alcuna modificazione nella mia, di libido, dalla frequentazione dei luoghi rinomati per le bellezze latine più o meno esotiche, oggettivamente. Quel che mi attira è quello sguardo malizioso e coraggioso, dissonante con l'aspetto medio nel viso, nel fisico, nel vestire di questa passeggera.

Ho ritirato in omaggio con la carta d'imbarco GQ, rivista degna solo di Men Health. Appare anche peggiore delle riviste femminili di salute e moda. La lascio sui sedili per l'attesa dell'imbarco dopo una lettura a singola passata, rallentata solo dalla centerfold, dalla bellezza stereotipata.

In attesa origlio i siciliani. A quanto pare uno ha conquistato la ragazza che l'accompagna sul volo dal brasile. Lui riporta le notizie sequenti: lei è da 5 mesi che non faceva l'amore, 5 mesi sono una rarità per le ragazze brasiliane, lei sta raggiungendo il fidanzato siciliano che le ha pagato il biglietto. Da parte loro, i siciliani, le spiegano come ragionano i siciliani: le donne non devono rompere i coglioni, altrimenti la rimettono sull'aereo a calci in culo (testuali parole).
Lei saluta e se ne va. Il gruppetto rimasto è molto eccitato, e per qualche minuto quota in reais quanto vale scopare con ciascuna delle ragazze che passano a tiro.
Non mi sorprende che l'argomento seguente sia la vicenda che li ha visti coinvolti, con un altro della combriccola ora in galera in brasile, in attesa di processo per furto, e recidivo.

lunedì 9 novembre 2009

Il Socio a Lisbona

Le nuvole passano rapide sopra lisbona. C'è vento a folate gelide. Quando cessa tuttavia ci sono 19 gradi.
Si fanno ottimi affari comprando dai cinesi. Ho preso un cappello impermeabile e vari altri oggetti.
L'albergo è in periferia, vicino all'aeroporto. Tanto vicino che gli aerei vi rombano sopra. Di sotto del mio dodicesimo piano rombano le auto di un grosso raccordo della tangenziale.

Raccolgo e vivo emozioni, per poi dimenticarle. Le rifuggo. Non le voglio più.

Colazione con Veronica, dal cognome polacco, che si occupa di noi togliendoci i piatti appena vengono lasciati incustoditi.
Colazioneinternazionale e abbondante, solo che mencano i prodotti tipici di Lisbona. Certo mangiare baccalà al mattino non è da tutti, ma per le volte in 43 anni che mi è capitato di far colazione a Lisbona potrei fare sempre una eccezione. Ma come al solito avrei preferito internet gratis.

Ci incamminiamo verso sud, verso il centro. Conveniamo che per quello che costa il taxi dovremmo puntare con decisione verso la zona del fiume, in centro. Seguo il collega. Osservo che ci stiamo inltrando in tangenziale. Faccio notare che non si riesce a prendere un taxi in tangenziale. Perché un taxi vuoto dovrebbe cercare clienti in tangenziale? Non sembra accettare la critica e prseguiamo.

Arriviamo in una grande piazza, col mercato rionale. Orologi e scarpe con prezzi decisamente italiani.

'Belli ste pavimentazioni. Quasi quasi se devo rifare un pavimento lo faccio come questi'.
'Ci vogliono 7 cm, no 8 cm, per posare i cubetti. Quando ero...' e prosegue, ma io non lo ascolto più perché non gli credo e non mi interessa neppure. Mi parla del montaggio su fondo drenante, delle imperfezioni, di quando era a Cagliari.. Tutte cazzate, totalmente inverosimili, e lui lo dice convinto.

Vanessa Ferreira ha un tono di voce calmo, profondo. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché le lingue richiedono una propria intonazione e cadenza. Questa ragazza portoghese parla come con il suono delle grandi del fado.

Monica bellucci è la hostess seduta sull'uscita di sicurezza vicino a me. È assolutamente uguale. Anche l'imperfezione della pelle sulle guance, stranamente porosa.

Up fantastico

Il meccanismo del socio è chiaro: pur di parlare in continuazione, e darsi valore, millanta valorizzando oltre misura le sue esperienze. Ma in questo esagera, perché tocca in continuazione argomenti che non sono interessanti, oppure insistendo su opinioni personali che generalizza. Son stato qui, la vera specialità è questa, si fa così. Senza contare la sua insistenza nel cercare conferma presso l'interlocucore.

venerdì 6 novembre 2009

Argentina

In Argentina l'aria non è ammorbata dallo scarico della combustione imperfetta delle auto ad alcool e in salita.
Non ci sono accattoni di varia natura alla ricerca di cartoni.
Sono tutti bianchi, con qualche indio.
Ma la cosa più sorprendente, è che sembra di muoversi in una citta europea, nei colori, odori, ma anche il sorriso e la gestualità della gente.
Trovo in loro comprensione nel mio essere curioso, cercano di rispondere. Mi sorprende la moglie del mio ospite, che in abito da cerimonia, scende dall'auto per introdursi sul limitare del bosco per prendere un frammento di pianta sulla quale avevo chiesto la natura.

giovedì 5 novembre 2009

Il cibo, la modificazione del pensiero

Volevo scrivere qualcosa sulla modificazione del pensiero, ma non ricordo a seguito di quale circostanza.
Riflettevo sull'opportunità che mi ha offerto il fatto che il collega, col quale ho pessime affinità, abbia la moglie a belo horizonte.

Il cibo come festa
Il cibo come obbligo
Il cibo come passatempo
Il cibo come sensazione piacevole
Il cibo come status
Il cibo come rito
Il cibo come iniziazione
Il cibo

martedì 3 novembre 2009

Passero verde

Il passero verde è passato subito, come se ci fossimo dato un appuntamento. Avevo appena cercato l'orario sotto la pensilina, e stavo riflettendo su come ottenere informazioni ed essere certo così di non aspettere vanamente.
Ouro preto è uno dei posti belli, dove qualcuno ha cerato di realizzare il bello. Sul passero cè anche un gruppo di ragazze, una di loro canta con una bella voce, mentre fuori tutto è coperto della solita polvere rossa che ammorba anche la città. Ricopre il lato della strada, la vegetazione, parsino i cavi aerei. In mezzo alla polvere due donne lavano panni al bordo della strada in un piccolo torrente.
Una sola sul passero canta e non capisco quale. Per pura preferenza personale mi piacerebbe fosse quella che raccoglie e stira i capelli crespi, tinti di rame.
Seduto sul sedile in fondo, un agente della polizia militare.

giovedì 22 ottobre 2009

Piove

Oggi piove intensamente, tropicalmente. Improvviso, senza annunciarsi scoppia un tuono fragerosissimo.
Ma tutto è profumato, anche se il traffico impazzisce. La pioggia intensa porta a terra le polveri e la puzza di alchool, benzina e gas, lasciando emergere i profumi dei fiori dimenticati sugli alberi.

Il Socio

Il socio sceglie lui: check-in fila dei comuni mortali vuota, e check-in fila executive vuota. L'approccio è di manovra di accerchiamento. È dalla mattina che sogghignando mi assicura che avremo posti in prima fila per la traversata. Per prima fila intendo quella benedetta delle uscite di sicurezza. Ma non quella della traversata all'andata. Lì pure il socio aveva un amico, di quelli soliti suoi, conosciuti al primo scambio di battute, una risata, e lui racconta a tutti che ha un nuovo amico affezionato. Quell'amico là ci rifilò il numero della fila dell'uscita di sicurezza, ma in un aereo con le file centrali sfalsate rispetto le laterali. Le file centrali sono da 4 posti e con l'aria condizionata che piove in testa a cascata, come la nebbia di condensa dello scomparto gelo del frigo di casa. Già che parlo del viaggio di andata, mi piace raccontare ancora dell'angoscia del socio per la reclinazione del sedile del posto di fronte. L'angoscia palesata in minuti interminabili di.. di.. Come dire.. di empatia attiva.. Come descrivere la sua forma di comunicazione...? -Giorgio, quello poi si reclina, capito? Si reclina, no? E io che faccio? Capito?
Eccolo quindi armeggiare con le riviste arrotolate strette, in modo da creare un puntello da appoggiare al bracciolo contro lo schienale frontale. Il puntello subisce numerose modifiche durante il pasto subito dopo l'imbarco, con l'ansia che il vicino anteriore decidesse anzitempo di reclinare. Nell'ultima modifica, il telecomando frapposto al rotolo, fornì i 2 centimetri mancanti ad un posizionamento stabile.
Ecco la grande prova: tentativo di reclinamento respinto. Il socio ridacchia come uno scemo. Io ricambio. Altro tentativo: fallito. La battaglia è vinta!
Come dicevo, eccoci all'assalto del check-in executive. Lui, col nome dell'amicissimo estratto dalla rubrica telefonica non trovandolo ai desk, ferma una hostess per cercare informazioni. Si avvia trionfante verso l'Executive.
Spiega all'addetta del suo amico. Lei sorride e conferma che non lavora più con loro. Della mancanza di un biglietto aereo di prima classe o una frequent flyer di un bel colore non fa alcun cenno.
Prima contestazione: la mia valigia pesa 27, mentre il limite è 23. Contesto che il limite a me noto è 30. Secondo lei, è 30 dall'italia. E se io parto con vestiti per 30 kg al ritorno 7 kg me li mangio? Niente da fare. Mi appresto a travasare nella seconda valigia del socio. Ma non posso effettuare l'operazione nella zona del check-in, e devo spostarmi all'esterno. Rifaccio la coda che non c'è e il peso è corretto.
Interrogatorio: -ha materiale elettronico in valiga?
-no
-liquidi?
-no
-alimenti?
-no
Il socio invece risponde di avere 2 bottiglie.
-di vetro?
-no, di plastica... di plastica?- chiede rivolto a me.
-si di plastica- dico io.
-perché se sono di plastica a volte i raggi x segnalano materiale anomalo.
-ma nooo, che è di vetro...
-È di vetro? Sono alcolici?
-si, cachaça..
-quante sono?
-quante se ne possono portare?
-2
-si, sono 2 conferma lui.
-se non è così, poi al controllo viene segnalata l'anomalia- insiste lei con sguardo severo.
Noi giuriamo e spergiuriamo.
-Questa valigia è rotta- incalza.
Per finire guindi mi fa firmare un foglio che indica il danneggiamento.
Finalmente ci congediamo.
Secondo me non volevano farcela passare liscia il fatto di non avere diritti per quel check-in....

mercoledì 21 ottobre 2009

L'ora legale del volo

Attendo che i vicini di posto completino la loro dichiarazione di ingresso in brasile. Sono i vicini al di là del corridoio, perché sui vicini più prossimi al di là del gomito sinistro non posso certo contare: sono morti subito, alle 5, quando siamo decollati da Cordoba.
Come ogni volo che si rispetti si sono presentati degli inconvenienti. Per prima cosa, l'argentina, quest'anno dopo vari tentennameti ha deciso di non adottare l'ora legale. Invece tutti i sistemi informativi coinvolti nel processo presupponevano il contrario. Il più critico è stato quello che ha determinato l'ora di partenza in funzione dell'ora di arrivo a Porto Alegre e della durata del volo, senza tanere conto correttamente del diverso fuso orario. Siamo arrivati in aeroporto con l'ingenua serenità di chi è convinto di essere in anticipo e ci siamo ritrovati nella procedura di imbarco immediato. Anche il mio telefono smart si è sbagliato, tanto che ho dovuto impostare il fuso orario del cile per avere l'ora corretta argentina.
La madre ha la penna in mano e conversa con la figlia che pare abbia completato la sua dichiarazione. Ogni tanto, in una sosta, legge distrattamente il documento con la desiderata penna appoggiata al foglio.
Mi accorgo che ora discutono su alcune delle informazioni richieste, e anche la figlia apporta correzioni al suo lavoro.
Intanto ecco apparire il secondo incidente, ovvero che l'aeroporto del primo dei due scali è chiuso con visibilità zero, e che quindi il volo prseguirà sul secondo. Questo per ora è un buon inconveniente.
Ecco, la padre ha finito e con un bel sorriso e un pessimo spagnolo-portoghese le chiedo la penna. In un minuto e mezzo chiudo le pratiche.

sabato 17 ottobre 2009

Con lei al Belvedere

Accanto a lei che è al volante ed è bellissima, ho finalmente una piacevole sensazione. Siamo in uno spiazzo in mezzo ai grattacieli di Belvedere, con giardini e palmizi. Piove in maniera luminosa, a causa dell’ora meridiana. Poco importa che siamo in mezzo al traffico caotico sud americano, sembra tutto più pulito e familiare.
Potrei rimanere qui solo per una bella storia d’amore.

domenica 11 ottobre 2009

Domenica mattina

la domenica mattina dall'albergo è invariata. c'è un palazzo in costruzione difronte, ma il cantiere è fermo, è esattamente quello che ho sempre visto a belo horizonte. alla sinistra del letto c'è l'armadio con la cassaforte dove ho messo di essenziale il passaporto e gli euro, l'abito steso sulla gruccia. fuori sento i pitangus di piazza della libertà. sono passati esattamente 3 anni dall'altro ottobre quando decisi di liberarmi, e di guarirmi, perché ero malato, non avevo scelto io di soffrire e stare male.
ora ho 3 anni di più, meno paziente, meno prudente, cambiato 2 società perdendo il controllo della carriera e del semplice futuro professionale, ho un Telefono wm61 e uno s60, domino il wifi, il pc è sostanzialmente uguale.
In città la caipirinha è comunemente ottima, la carne pure, la birra gelata, la gente cordiale finché è imborghesita.
Mi sono svegliato alle 6 e ho deciso di smontare la valigia e scrivere.
Posso dire che ho il solito sentimento di solitudine di fondo, quella affettiva. 3 anni fa c'era l'abbandono, il sentirmi strumentalizzato dall'azienda (non sono un cespite, non sono un salariato), l'impotenza di non poter intervenire sulla mia vita privata, e poi lo sradicamento. oggi con la certezza di rimanere solo 2 settimane le sensazioni più impellenti di 3 anni fa non sono presenti.

venerdì 9 ottobre 2009

Esclusivo quartiere

Questa sera mi han portato in un club dell'esclusivo quartiere di Lourdes. Ragazze bellissime (con qualche eccezione), carnagione bianche, vestite molto bene e con i capelli aggiustati, in due o tre ai tavoli da sole (le eccezioni sono invece accompagnate). Ma dove sono questi angeli il sabato al popolare mercado central, la domenica alla popolarissima fiera hippye? Oppure in ufficio, dove come in ogni contabilità e amministrazione che si rispetti le giovani ragazze abbondano. Forse sono sognatrici, per nulla romantiche, in attesa di un futuro che inizia in un incontro in quel locale..

Stavi ascoltando Amedeo Minghi o lo stavi pensando? Immagino sempre che chi parla d'amore vuol dire che non ce l'ha, mentre su chi parla di sesso non si può dire nulla. Non esiste l'amore maniacale.

Preparazione Regionale 1

Ero molto soddisfatto di aver scoperto la possibilità di poter prenotare via telefono in tutte le strutture sanitarie di Torino.
Sono però dovuto andare alle Molinette in corso bramante, a radiologia, come indicato dal centro prenotazioni unificato telefonico, per ritirare la "Preparazione Regionale 1".
In reparto mi hanno fatto andare negli uffici del CUP dove si fanno le prenotazioni.
Ho fatto la fila per giungere agli sportelli. Si avvicinano le 12, ho il timore che qualcosa stia per accadere... tipo che l'operatore decida di andarsene. Eppure ce la faccio, finalmente a tu per tu, vetro col buco rotondo permettendo.
-Vorrei la Preparazione Regionale 1.
-Attenda.- e si allontana.
Ritorna -Guardi non ne ho più trovate...- ho un brivido -...ma gliene posso stampare una nuova.
La stampante ad aghi crepita. Ed eccomi ora con un bel foglio con sopra scritto "Preparazione Regionale 1" e l'indicazione di non mangiare 8 ore prima della visita...
E allora dov'è il vantaggio della prenotazione telefonica?

giovedì 8 ottobre 2009

Locale brasiliano

Cena al brasialiano di Torino. C'è il cameriere con un bel cappello di paglia a falda tonda e larga. Il locale non è frequentatissimo. Ai tavoli ci sono: due trans soli, due donne sole brasiliane, un attempato solo che guarda delle TAC al cervello, non so se il suo.
Merita attenzione una coppia di bassa statura. Lei è frizzante e provocatrice, scollata, scosciata, con le mani e la bocca impertinenti, prima nel ballo e poi al tavolo. Lui ha uno stretto cravattino a una vistosa impomatata, molto impacciato ma completamente in balia di lei. 2 bottiglie di champagne de Reims.
Durante l'assenza del nuovo ballo gli sposto la giacca su un'altra sedia della sala ormai vuota. Neanche sto a vedere come se la caverà l'ubriaco.
Anche la capo è ubriaca, e insiste a volerci far salire nell'appartamento nuovo. Insiste ed è mezzanotte. Saliamo. E' una bella casa, non era pianificata la nostra visita, si capisce dalla biancheria stesa e un lieve disordine qua e là. Tutto però è pulitissimo. L'insistenza si sposta sul bere. Esce una bottiglia di cachaca, giusto per proseguire la serata...

Notai

Bella l'atmosfera dell'ufficio del notaio, rilassata, con la segretarie che parlano di cani, le salette coi tappeti e gli arredi d'antiquariato. 2 firme, parcella e ciao.

lunedì 2 marzo 2009

Svetlana non la porto a casa

Svetlana è il destino che ti viene incontro e che si riallontana dopo 5 minuti. Lei è bella e bionda sull'altro marciapiede, a passo svelto, mentre a mezzanotte carico la macchina alla volta di Torino.
Chiudo il baule e lei mi viene incontro. Ho l'impressione inizialmente di una parlata inglese, ma si interrompe, tace e pensa e riprende in italiano. È dell'est, ha anche le guance pronunciate e gli occhi chiari. Sorride perché cerca la clinica di Vercelli ma considerando la direzione da cui proviene si è evidentemente perduta.
Inizio a spiegarle la via, ma le propongo anche un passaggio visto che ero già intento a partire. I pericoli di questi incontri sono imponderabili. L'equivalenza tra 'giovane, bella, sorridente, in difficoltà, abiti puliti' e 'straniera con trascorsi di ordinaria disperazione nel paese proprio e nel paese ospite, non armata' è tutta da dimostrare.
Vince il garantismo e un brivido avventuroso.
Non parla bene italiano ma dice di essere a Vercelli da 4 giorni appena, di conoscere 4 lingue, scherza, dice di essere marocchina, poi rumena, poi russa. Si chiama Svetlana che dorebbe assere la stessa cosa di Lucia. Spiega cosa l'abbia portata a Vercelli ma non capisco. Accenna a volersi sdebitare offrendomi un caffè.
Intanto riceve insistenti telefonate alle quali non risponde ma innervosendosi.
Si perde, dopo un paio di giri nello stesso isolato finalmente riconosce un angolo di via.
Scende. Le porgo la mano e le auguro buona fortuna.
Mi volto verso la direzione di guida, e mentre sono ancora fermo un vecchio modello di Alfa Rossa mi affianca e frena bruscamente, e un anziano in un cappotto mi guarda torvo. Penso di essermi cacciato in un guaio, e visto che la strada è liberadavanti a me mi preparo ad uno scatto. Il vecchio nella vecchia auto riprende invece la marcia, sembra più interessato a Svetlana che intanto si è velocemente allontanata in una via laterale. L'auto rossa prende anch'essa la via. Avanzo quanto basta per gettare uno sguardo. Ma non pare successo nulla. Il vecchio supera la ragazza bionda. Forse era solo irritato dall'ingombro che gli ho provocato all'incrocio.

domenica 1 marzo 2009

Soggezione

So per esperienza che il destino non è fatto solo dalla nostra cosciente ricerca. Interagiamo con la rierca condotta dagli altri, dalle altre. Non solo il nostro destino è motore, ma lo è anche quello degli altri.
Laura, ora so che probabilmente si chiama Laura, si è presentata al lago, dal mio amico col quale aveva un appuntamento dopo un discreto carteggio elettronico.
Cito questa donna perché mi ha indotto lo stesso senso di soggezione e inadeguatezza di una personalità e un contesto analogo: una prfessoressa di italiano di un istituto tecnico industriale statale!
Donna elegante, piacente, dalla manifestazione misurata delle emozioni ma sensibile reattiva agli stimoli. Soggezione come in quei lontani anni 80. La soggezione di una figura materna che ha il ruolo di dirti cosa fare e interpreta per te le cose, figura algida mescolata (cosa direbbe Freud?) con l'attrazione sessuale per un fisico asciutto ma curvaceo e per i suoi racconti di astinenza e disamore familiare.

giovedì 19 febbraio 2009

Uno che non si piace

Uno che non si piace non ha il problema di non piacersi, quanto quello di ritere economicamente vantaggioso dedicarsi a tale pensiero.
Non si può pensare a qualsiasi pensiero. Se ci si riflette, nessuno dotato della grazia della serenità d'animo riflette sul fatto di essere bello o brutto,
Le persone obbligate ad esprimersi sul proprio aspetto tendono a sminuirsi, ma non per questo non vivono serene. L'anomalia è nel concentrarsi su aspetto tra tanti e viverlo come un problema caratterizzante la propria vita.

domenica 15 febbraio 2009

Emozioni

Paddington-Slough

Il non essere felice rende instabili nella capacità di emozionarsi.

Sto cercando di scrivere, e lo faccio con difficoltà. Cerco in me una emozione raccolta in questo viaggio e non la trovo. Eppure emozioni le ho provate, solo che remangono dentro di me, come se a raccontarsi non credano di essere così importanti. Le emozioni quando si raccontano sono come barzellette: se poi non ridi ti vergogni, ti chiedi perché non sono state zitte, ti chiedi "ma a chi cavolo sto parlando?" oppure "ma che te lo dico a fare?" oppure nel peggiore dei casi "ti ho detto una cosa che sopravvaluto nella sua importanza"...>

venerdì 23 gennaio 2009

Bizarre

Sulla nuova versione del navigatore hanno mantenuto la scelta tra due differenti algoritmi di ricerca degli itinerari: quello 'veloce' e quello 'bizarre'. Nella nuova versione scegliendo la bizzarra vieni avvisato che alcune ricerche hanno dimostrato che la via più corta non sempre è più breve o sicura o con riduzione dei consumi rispetto quella veloce.
Ho personalmente esperito quanto concluso dalle ricerche sui risultati dei suggerimenti a percorrere strade senza uscita, strade private, strade coi buchi, strade senza più strada, e sono sostanzialmente d'accordo.

L'algoritmo più veloce è tuttavia più stupido per certi versi, non considera facili brevi scorciatoie come ad esempio brevi tratti in senso antiorario che uniscono due lembi di statale che percorre in senso orario una intera città. Ma risulta più conformista nella scelta della qualità delle strade.

Questa sera, la strada che devo percorrere la conosco a memoria, ma voglio proprio provare questa nuova versione di navigatore, voglio vedere se mi suggerisce un nuovo percorso più rapido.
Ecco che il navigatore mi dà il primo vero suggerimento, e mi invita ad uscire due svincoli prima della solita diramazione della superstrada di Vergiate
Percorro la strada in scioltezza fino ad una nuova improvvisa deviazione, in una viuzza dovendo fare un angolo talmente acuto che devo fare doppia manovra per riuscire ad infilarmici.
Sulla mappa sembra una buona scorciatoia che evita di girare attorno al lago di Monate.
L'ora stimata di arrivo conferma che sono proprio un figo ad avere installato la nuova release del navigatore.

I fari illuminano ormai solo fronde innevate, non intercettando più cancelli, case, pali elettrici, paracarri... solo fronde innevate. Più avanti, la strada non si stringe, ma perde l'asfalto. Il fango non si alza perché è di terra compatta e ghiaia.
Qualche buca compare. Qualche avvallamento compare. Inevitabilmente devo rallentare. I dossi ora sono ampi, con grandi pozze nel centro.
Dopo una stretta curva, oltre alle fronde innevate ecco qualcosa che si muove. È un pedone che agita le braccia in mezzo al bosco, di notte senza illuminazione, in mezzo alla neve.
Ho già mandato a cagare degli zingari in una situazione molto più sicura di questa. Volevano vendermi un grosso anello d'oro di famiglia per 50 euro perché erano rimasti a secco di benzina.

- Mi sa dire in che via siamo? Stacco il palmare dal supporto per leggere meglio: -via Martiri.
-Ah! Anche lei ha il navigatore... Vede? Sono finito nel fosso e non sono sicuro che i pompieri riescano a capire dove mi trovo...
La macchina, in effetti, era 'affossata' da un lato, in un tratto in apparenza rettilineo, completamente allagato dal lato in cui giaceva l’auto. Forse non era un fosso, ma una marcita molto appesantita dal parziale disgelo.
- In effetti, se non me lo avesse suggerito il navigatore da qui certo non sarei passato...
Io divenni rosso in viso, siccome avevo affrontato con la stessa ingenua fiducia il tratto degno del Camel Trophy.
- Magari la porto sulla strada principale o ad una casa, così sarà più facilmente raggiungibile dai soccorsi.
Il signore ha un marcato accento del varesotto, e anche lui è di ritorno dalla giornata di lavoro.
Procedo con grande cautela sulla strada che se possibile, diventa sempre più difficile, spesso con l'acqua all'altezza della portiera, ben attento a non perdere trazione o numero di giri. Il tipo profonde agitato consigli come una suocera...
Ecco una luce in lontananza. Si avvicina di fronte a noi. Lui vuole scendere. - Mi lasci pure qui, sono loro, grazie mille.
Per quanto sia stato attento al posto dove fermare l'auto, lui scende ma mette i piedi senza badarci tanto in una pozza.
Il furgone, di quelli grandi con pianale, si ferma accanto a me. Ha le scritte di un marca di formaggi. Aspetto perché la cosa non mi convince.
Sento il tipo che racconta la sua storia. Ma il furgone riparte e lui gentilmente chiede se può salire di nuovo con me.
- Anche loro hanno sbagliato strada, hanno anche loro il nostro stesso navigatore... maledetto navigatore! - evidentemente contrariato dal supporto ottenuto dal suo strumento tecnologico. Ad un tratto temo che voglia vendicarsi sul mio...
Riparto, ma faccio pochi metri che un'altra luce si avvicina. Hanno anche i lampeggiatori blu. È una camionetta dei Vigili del Fuoco. Lui scende in un'altra pozzanghera. Ri-racconta la sua avventura e loro lo fanno salire. Alzano gli abbaglianti per ringraziare e mi superano nel senso opposto.